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陈日君枢机续探讨保定教会及安树新主教事件 |
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时间:2010-3-31 10:50:41 来源:不详
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nedetto XVI aveva esposto nella Lettera ai cattolici cinesi del maggio 2007.
In quel documento magisteriale si riconosceva che le procedure per il riconoscimento delle comunità locali da parte delle autorità civili – necessario per operare pubblicamente – possono comportare scelte difficili e controverse per la coscienza dei cattolici, essendo ancora gestite da quegli organismi “patriottici” ispirati dal Partito ed estranei alla struttura della Chiesa che pure pretendono di esercitare un ruolo-guida nella vita della compagine ecclesiale. Per questo, nei singoli casi concreti, e «dopo avere riaffermato i principi», si lasciavano le decisioni operative «al singolo vescovo che, sentito il suo presbiterio, è meglio in grado di conoscere la situazione locale, di soppesare le concrete possibilità di scelta e di valutare le eventuali conseguenze all'interno della comunità diocesana» (Lettera di Benedetto XVI ai vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, cap. 7). Il Papa aveva messo anche in conto che le scelte opinabili del singolo vescovo potessero non trovare il consenso di tutti i sacerdoti e i fedeli. In tal caso, si augurava che tali decisioni fossero comunque accolte, «anche se con sofferenza», per mantenere l’unità della comunità diocesana col proprio pastore.
Proprio il dato controverso dei rapporti del vescovo An con l’Associazione patriottica dà occasione anche alla Santa Sede di attenersi agli orientamenti esposti dal Papa stesso nella Lettera del maggio 2007. Nella complessa situazione pastorale di Baoding il coinvolgimento diretto del vescovo nell’organismo patriottico ha riacceso il malessere e le contestazioni tra quei preti e fedeli c上一页 [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] ... 下一页 >>
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